Il dibattito sul sistema arbitrale italiano continua a far discutere. In un editoriale pubblicato su Il Tempo, Daniele Capezzone torna sul caso che ha coinvolto i vertici arbitrali e alcune figure istituzionali del calcio italiano, sostenendo che, nonostante l’archiviazione dell’inchiesta sotto il profilo penale, restino numerosi interrogativi sul piano della trasparenza e della credibilità del sistema.
Capezzone: “Il silenzio è la cosa più preoccupante”
Secondo Daniele Capezzone, ciò che colpisce maggiormente è il rapido calo dell’attenzione mediatica dopo le prime notizie sull’inchiesta della Procura di Milano che aveva interessato il mondo arbitrale. Nell’editoriale, il giornalista osserva come il dibattito sia rimasto vivo soprattutto sui social, mentre gran parte dei media avrebbe smesso di approfondire la vicenda.
I dubbi su Butti, Viglione e il sistema arbitrale
Capezzone richiama l’attenzione sulle intercettazioni che hanno riguardato Andrea Butti, responsabile dell’Ufficio Competizioni della Lega Serie A, e sul ruolo di Giancarlo Viglione, dirigente dell’area legislativa della FIGC, entrambi ascoltati durante l’inchiesta senza che emergessero contestazioni penali nei loro confronti.
L’autore sottolinea che l’archiviazione non elimina, a suo giudizio, la necessità di una riflessione pubblica sulla governance del calcio italiano e sui rapporti tra Lega, FIGC e AIA.
Il premio a La Penna riaccende le polemiche
Nell’editoriale trova spazio anche il riconoscimento assegnato a Federico La Penna come miglior arbitro della stagione.
Capezzone evidenzia come la scelta abbia alimentato nuove discussioni, soprattutto alla luce delle polemiche nate dopo Inter-Juventus, gara diretta proprio da La Penna e contestata per alcuni episodi arbitrali. Pur ricordando che il premio riguarda l’intera stagione, il giornalista osserva che la decisione ha inevitabilmente riacceso il confronto sull’imparzialità e sui criteri di valutazione degli arbitri.
L’appello: “Servono più trasparenza e controlli”
Nel finale del suo intervento, Capezzone sostiene che il calcio italiano dovrebbe approfittare della vicenda per rafforzare la fiducia nel sistema.
Secondo il giornalista, sarebbe utile approfondire pubblicamente il funzionamento delle designazioni arbitrali, i meccanismi di controllo e i rapporti tra Lega, FIGC e AIA, così da aumentare la trasparenza e prevenire nuovi dubbi in futuro.
L’editoriale si chiude con una riflessione sul diverso peso mediatico che casi simili avrebbero potuto assumere se avessero coinvolto altri grandi club, invitando il mondo del calcio a non archiviare il dibattito insieme alle indagini giudiziarie.





