Ferrari (Withers): “Ceferin non può vietare l’organizzazione di tornei. Pretese FIFA, UEFA e FIGC non giustificabili. La Superlega è una risposta ai nodi non risolti”

993

L’avvocato Luca Ferrari, partner e Head of Sports Global presso lo Studio Legale Withers ha provato a fare chiarezza sulle colonne di Calcio e Finanza sulla valenza della norma anti superlega varata dalla FIGC e sulle presunte punizioni allo studio della UEFA nei confronti dei club scissionisti ancora legati alla SuperLega (Juventus e Real Madrid).

L’esperto fa notare in premessa che a causa della scarsa competitività e interesse “le competizioni nazionali stanno perdendo appeal e l’incertezza spesso tende a riguardare solo obiettivi secondari, quali la qualificazione in Champions League e la salvezza”.

Le nuove generazioni, ossia i principali clienti di domani, guardano il calcio in modo diverso: chiedono maggiore spettacolarità, formati ridotti e di poter accedere ai contenuti ovunque […]”

Inoltre fa notare ferrari Il Financial Fair Play non ha portato a un riequilibrio delle competizioni, ma semmai al risultato contrario. Nella percezione generale ha perso credibilità, non essendo riuscito a intervenire efficacemente rispetto a realtà quali PSG e Manchester City. La Champions League rimane un torneo in cui solo una decina di club parte con più o meno ragionevoli possibilità di vincere”.

L’esperto in materia non pare avere dubbi:La Superlega, oltre a molto altro, era comunque una risposta, condivisibile o no, a questi nodi. Qualsiasi cosa si pensi del progetto, e senza nemmeno addentrarci nelle facili critiche riguardanti la sua disastrosa preparazione e presentazione, è utile definire il contesto entro il quale la discussione si svolge”.

Ferrari elenca le motivazioni a supporto della sua tesi. Spicca tra tutti il primo tema proposto dal legale: “La libertà di impresa. Non si può vietare ai club di criticare l’attuale assetto. Probabilmente non è nemmeno legittimo vietare di progettare nuovi tornei. Nell’odierna posizione dell’UEFA, almeno stando alle dichiarazioni del suo presidente, si scorgono i profili di un comportamento già ripetutamente condannato come restrittivo della concorrenza: quello per cui il governing body, che al contempo organizza le competizioni e distribuisce le risorse economiche, interviene nelle dinamiche della concorrenza, di fatto eliminandola attraverso l’esercizio di poteri regolatori: squalifiche, preclusioni e sanzioni”.

Ad esso è correlato il terzo punto: “Se le società rispettano gli obblighi di partecipazione alle competizioni ‘ufficiali’, […] non sembra così scontato che si potrà vietare loro l’organizzazione di un torneo. Potrebbe sostenersi, non senza fondamento, che, secondo le buone regole di un mercato aperto, si debba lasciare uno spazio per competizioni private, evitando di organizzare il calendario ‘ufficiale’ in modo da occupare ogni giornata utile alla disputa dell’evento privato”.

In sostanza secondo Luca Ferrari “non pare facile giustificare, in particolare, la pretesa, da parte di FIFA, UEFA e federazioni nazionali, di occupare ogni giorno utile della stagione, creando anche nuove competizioni per club, come la FIFA Club World Cup”.

Ad esempio, spiega Ferrari in ultimo “è paradossale che chi investe proprio capitale di rischio per dare il migliore spettacolo possibile debba subire i diktat dei vertici di quello che, senza offesa, in fondo è un apparato burocratico. Un apparato che, oltre a emanare e applicare le regole, persegue interessi commerciali. È paradossale che il Bayern debba affrontare la sfida cruciale della stagione contro il Paris Saint Germain privo di Lewandowski, cui paga uno stipendio di circa 20 milioni annui, perché si è stirato il legamento nel ginocchio in una partita organizzata dall’UEFA tra Polonia e Andorra. Anche di questo si deve tener conto, nel momento in cui i ‘cattivi’ sembrano aver perso ogni argomento”.