Fabrizio Ravanelli: “Vedo in Chiesa lo spirito juventino. Sarà un campione, se rimane umile”

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L’ex attaccante della Juventus Fabrizio Ravanelli nel corso di un’intervista a TuttoSport ha commentato la situazione dei bianconeri, anche alla luce di quanto visto in campo conto il Milan:

“L’impressione è che la Juventus abbia margini di miglioramento incredibili. Ha vinto meritatamente ed è senza dubbio sulla strada giusta, adesso ci vuole tanta maturità e continuità di risultati. Sono stati buttati via già troppi punti per superficialità – ha ammonito Penna Bianca -. La qualità e il gioco per me ci sono, serve concentrazione“.

Dell’indimenticabile successo Champions del 1996, Ravanelli ha commentato:

“Fa effetto, perché per me è talmente vivo il ricordo che sembra accaduto l’altro ieri. Ricordo tutto: la Borghesiana, la cena prima della partita, gli scherzi e quella gioia, quella sensazione che credo sia irripetibile. Visto che sono 25 anni, spero di festeggiare degnamente con i compagni di quella squadra, magari in coincidenza di una festa con quella attuale“.

Ravanelli ha poi commentato il nuovo acquisto dei bianconeri, Federico Chiesa:

Vedo in lui il giusto spirito juventino: grinta, voglia di combattere e tecnica. Ha delle potenzialità pazzesche, perché ha corsa, anche più del padre, forza e tutti e due i piedi. Ora vediamo se è un campione o un buon giocatore.
Come si capisce? Da quello che accade ora. Se non perde l’umiltà, se rimane con i piedi per terra, se lavora con la stessa serietà in allenamento e non pensa più alla doppietta di San Siro. Allora è un campione e continuerà a ottenere risultati. Altrimenti è solo un buon giocatore. È importante che capisca la fortuna che ha di giocare nella Juventus“.

Io, oggi, a 53 anni, mi rendo conto di cosa significhi aver giocato nella Juventusha dichiarato Ravanelli, aver fatto parte della storia di un club così grande e importante. Aver avuto l’opportunità di crescere come calciatore, ma soprattutto come uomo. Non sempre quando si gioca si riesce a comprendere la grandezza del club, ma quando mi guardo indietro capisco tutto e ne riesco a percepire le proporzioni.

Chiesa ha un vantaggio e si chiama Andrea Pirlo. Vantaggio per lui e per tutti i giovani. Perché è un allenatore che sa tutto quello che può succedere nella testa di un giovane che vive serate come quella di mercoledì. Pirlo ha smesso da poco e ha passato la sua vita negli spogliatoi, sa come ragiona un giocatore, soprattutto un giovane. È l’ideale per crescere e far maturare i giovani. Andrea è un ragazzo umile e intelligente. Guardate come riesce a tenere tutti sullo stesso livello e il coraggio che ha nel lanciare giovani come Frabotta e Portanova“.