Motivazioni Juve-Napoli, Andrea Bosco denuncia: “Il Coni ha svergognato il lavoro di ben due giudici della Procura. Ecco perché la presa per i fondelli è totale”

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Lo scrittore Andrea Bosco tuona dopo le motivazioni prodotte dal Collegio di Garanzia del Coni a seguito della decisione (sul ricorso del Napoli) emessa lo scorso 22 dicembre.

Il giornalista di fede bianconera ricorda che il collegio spiega “che da parte del Napoli, nella vicenda non è stata ravvisata malafede. Anzi: di aver constatato un comportamento di «piena coerenza con quanto stabilito dalle norme (sanitarie) vigenti»” .

In sintesi, spiega Bosco “Per il Collegio , non ci sono state responsabilità del Napoli nella vicenda” e quindi il giudice d’appello Sandulli, scrivendo di «dolo preordinato» del Napoli, “deve essere stato colpito una mezz’ora prima da un meteorite. Gravina lo metterà alla porta? Non lo farà li ha definiti, i giudici della Procura, «bravi e professionali». Ma Gravina, al dunque, si “è dato“. Precludendo alla Federazione di potersi appellare”, spiega ancora Bosco.

Il giornalista vuota il sacco: “Il Coni ha spuxxanato il lavoro di ben due giudici della Procura. Non mi scandalizzo per l’operato del Napoli: ha fatto quanto era nel suo diritto-interesse. Ma non riesco a “bermi“ l’ultima versione della vicenda veicolata da Napoli. E cioè il “contesto“ nel quale la vicenda era, a suo tempo, maturata. Quei numerosi contagiati del Genoa andato (potenziale untore) a giocare a Napoli.

E ancora: “Adesso, dopo le motivazioni del Coni, per coerenza la Federazione dovrebbe cambiare il protocollo che la stessa Federazione, Lega e Governo hanno sottoscritto. Perché se è vero che finora solo la Asl Napoli 1 si è dimostrata “principessa sul pisello“, è anche vero che (secondo il Coni) risultando vincolante il parere della struttura sanitaria rispetto a quella sportiva, non ci sono garanzie che da qui alla fine del campionato tutte le Asl si comporteranno come quelle di Torino e di Milano e non come quella di Napoli.

“Come sarà possibile accettare, d’ora in avanti, una sanzione, un verdetto della Procura sapendo che (a parere del Coni) quel “dolo preordinato” era una emerita caxxata?”, si chiede il giornalista.

Dolo è una parola pesante. E non credo che il vocabolario di Gravina differisca dal mio. Se “dolo“ non c’è stato, il Napoli ha il sacrosanto diritto di essere furioso. E magari di chiedere i danni per lo sfregio perpetrato alla propria onorabilità. La terza è etica. Personalmente quella partita ho sempre desiderato vederla giocare: non mi piacciono i risultati a tavolino”. 

Conclude Bosco con un amara considerazione:Il Napoli era in buona fede? Accertato dal Coni. Ma se il protocollo resta invariato la presa per i fondelli è totale. Bisogna salvare il calcio? Naturalmente. Per salvarlo facciamo finta che nulla sia accaduto? Il precedente siglato dal Coni fa giurisprudenza, qualcuno lo avesse dimenticato”.