Alberto Cerruti: “Se la Juve non riuscisse a centrare il 10° scudetto, Pirlo sarebbe il principale responsabile”

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Il giornalista Alberto Cerruti nel suo editoriale per calciomercato.com ha commentato la ripresa del campionato che vedrà le big sfidarsi in una accesa lotta per lo scudetto.

Il commento di Cerruti:

“Domenica si ricomincia, con il Milan solo al comando, inseguito dall’Inter. La Juventus, campione d’Italia, annaspa a meno dieci dai rossoneri e a meno nove dai nerazzurri, confidando in un altro “meno”: quello delle partite giocate rispetto alle storiche rivali milanesi, per rientrare nella corsa che porterà allo scudetto.

Fare previsioni dopo 14 giornate è ancora troppo presto. Premesso che soltanto Pioli non rischia nulla, perché non era partito per vincere lo scudetto, sono i suoi due colleghi che corrono sul filo del rasoio, temendo un clamoroso fallimento personale prima delle rispettive squadre, sia pure per motivi diversi.

Parliamo, ovviamente, di Pirlo e Conte, i grandi duellanti per lo scudetto, secondo gli unanimi pronostici estivi. Il successo finale di uno sarebbe la bocciatura dell’altro e a nulla servirebbe la consolazione del ”mal comune mezzo gaudio”, se alla fine vincesse Pioli con il suo sorprendente Milan. Anzi, in questo caso, il fallimento sarebbe ancora più grave per entrambi, anche se con sfumature diverse perché, al di là dei rispettivi contratti e delle decisioni che prenderanno i rispettivi presidenti, sono diverse le posizioni di partenza di Pirlo e Conte.

Pirlo, al primo anno non soltanto sulla panchina della Juventus, ma in assoluto come allenatore, rischia tantissimo perché se dopo nove scudetti consecutivi la Juventus non riuscisse a centrare il decimo, sarebbe lui il principale responsabile.

Paradossalmente, però, proprio la sua totale inesperienza per lui potrebbe alla fine rappresentare un alibi che non comprometterebbe il suo futuro, come del resto è capitato a Inzaghi che fallì al debutto con il Milan, ma poi ha saputo dimostrare, tra Venezia e Benevento a cavallo di Serie B e Serie A, di essere un allenatore vero con una carriera ancora lunga davanti.

Conte, invece, di esperienza ne ha da vendere e poi, al contrario di Pirlo, non è al primo anno sulla panchina dell’Inter, per cui non può nemmeno dire di non conoscere l’ambiente”.