Cecchi: “Caso Juve-Napoli? Ha ragione Agnelli. C’è un protocollo condiviso. Non può essere la singola Asl far saltare tutto per aria”

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Il giornalista de La Nazione Stefano Cecchi è intervenuto sulle frequenze di Radio Sportiva per commentare quanto successo in Juve-Napoli:

Non esiste obiettività nel calcio, c’è la passione a condizionarci. Caso Juve-Napoli? Mi ricorda il pretore Salmeri che ogni volta che vedeva nudo censurava, c’erano leggi che consentivano a certi manifesti di essere esposti ma lui se ne fregava e vietava”.

E’ un po’ il caso di oggi, sono mesi che parliamo del protocollo da condividere, poi arriva la singola Asl e fa saltare tutto per aria. Io non sono un medico e non voglio entrare in questioni mediche, non so chi ha ragione e chi ha torto, dico che c’è un regolamento codificato che viene spezzato da un singolo se così si fa salta per aria tutto, non accetto il tentativo di sbrecciare regole che sono costate mesi di lavoro. Non entro nel merito ma così facendo il campionato si blocca, non può andare avanti”.

E ancora, spiega Cecchi: “Perché non si dovrebbe presentare la Juve? Nella sostanza ha ragione. Se le regole valgono per tutti.. se smarriamo le regole smarriamo tutto, capisco buon senso e tolleranza ma quella regola è il frutto di una trattativa che fa sì che il campionato si possa giocare con alcune certezze, se deroghiamo a queste diventa un’anarchia totale e allora tanto vale fermare il campionato e riprendere quando la situazione sarà più normale”.

“Io non niente contro il Napoli, ciò che dico lo penso magari sbagliando. Se con fatica attraverso Governo e Figc si è trovato intesa su un protocollo non si può derogare, perché la Asl a fianco consente alla Salernitana con un positivo di andare a Verona? Perché una sì e una no?”, domanda il giornalista.

“In qualsiasi situazione servono regole in questo caso sono superate, io non dico che la Asl abbia torto, ma allora fermiamo il campionato, non può essere la singola Asl a decidere non è possibile andare avanti sull’umore di come si sveglia il singolo medico. Non c’entra il Napoli, la Juve, il Milan.. se ci sono regole vanno rispettate, se si ritiene che il viaggio a Torino della squadra Napoli sia un rischio lo decida un ente unico valido per tutti”.