Andrea Bosco: “Vi sfugge che la vera «rivoluzione» è adesso. Juventini si diventa. Sarri non lo sarebbe mai diventato perché fa e farà sempre parte degli «altri»”

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Andrea Bosco, attraverso un lungo editoriale per la testata giornalistica di Tuttojuve, commenta l’avvicendamento sulla panchina della Juventus tra Sarri (esonerato) e Andrea Pirlo (“Scelta di Andrea Agnelli. Scommessa di Madama su chi è stato un numero uno”).

Lo aiuteranno i senatori. Lo rispetterà Cristiano Ronaldo che in caso di riconferma di Sarri se ne sarebbe (pare) andato”, spiega il giornalista e scrittore.

Bosco è convinto che «Il Maestro» “non avrà pressioni particolari. Perché le casse, causa l’esclusione dalla Champions e la pandemia che ha sterilizzato la presenza degli spettatori, non sono gonfie: anzi”.

Pirlo è “misurato all’esterno, descritto dai suoi compagni di spogliatoio come dotato di umorismo e capacità di fare gruppo. Sul campo era un leader: lo sarà anche in panchina?”

Una cosa è certa: Agnelli ha ribadito la sua centralità. Quello che sembra sfuggire è che la vera “rivoluzione“ è adesso”, perchè, scrive ancora Bosco “quella di prima non era e non poteva essere una “rivoluzione“. Volevano Guardiola ma alla fine si erano accontentati di Sarri. Forse anche loro “ intortati “ da quel sostantivo “maestro “ appiccicato dai media all’uomo che si è fatto strada dalla gavetta” .

Il giornalista passa poi alle colpe: I dirigenti hanno quella di aver scelto un tecnico che rappresentava l’antitesi della storia della Juventus”.

L’errore di Sarri, è stato invece quello di “pensare di poter cambiare una società il cui dna è inscalfibile. Pochi nascono juventini: a parte, per discendenza, «loro». Tutti gli altri lo diventano. E non per «il fascino discreto» di quella principesca «borghesia». Ma perché, come spiegava l’Avvocato, «Noi siamo la Juventus»” .

Bosco spiega il dna della Juventus: “Juventus sono i liceali che l’hanno fondata su una panchina , gli operai meridionali della Fiat, gli intellettuali come Giovanni Arpino e insospettabilmente i politici di ogni bandiera: tifava Juve Almirante al pari di Palmiro Togliatti. Pensare di poter cambiare la Juventus è pura paranoia”

Juventini si diventa. Sarri non lo sarebbe mai diventato. Perché Sarri, come ha intuito Andrea Agnelli, fa e farà sempre parte degli “altri“. La Juventus è il potere e la storia. Sarri era stato Masaniello dopo essere stato, prima, Frà Dolcino”.

Le colpe di Sarri. La più grave, a mio parere, è stata quella di non aver fatto autocritica, accampando spesso scuse: il covid, gli arbitraggi, i rigori, il calendario, i giocatori inadatti al “suo” gioco. Godendo di buona stampa, molto gli è stato concesso”.

“La notte a volte è lunga. Ma dopo ogni notte arriva l’alba. La Juventus è sopravvissuta a tante avversità. Sopravviverà anche a questa annata, per dirla con Andrea Agnelli, “agrodolce“ . Il domani si chiama Andrea Pirlo. E come per il proverbiale “mattino“, il popolo bianconero si augura possa avere “l’oro in bocca“. Con l’ ossessione che da oltre 100 anni l’attraversa: vincere ancora”.