venerdì, 3 Dicembre 2021

Superlega, spunta la lettera per rilanciare il progetto

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È venuta a galla una lettera in merito alla Superlega. A tirarla fuori, è stato il quotidiano sportivo iberico Marca, secondo il quale i promotori del torneo avrebbero intenzione di “riprovarci”

Una lettera che recita: “Il progetto annunciato da 12 club ad aprile è stato manifestamente frainteso”.

I promotori non definiscono di rottura il progetto ma attaccano la UEFA: “L’attuale Champions League, diretta e gestita dalla UEFA, il sedicente regolatore delle competizioni calcistiche in Europa, non è cambiata in quasi 30 anni ed è diventata rigida e noiosa”.

Come si legge nella lettera, “il progetto Superlega è il riconoscimento di un sistema che si è rotto. La UEFA è il governo autocostituito del calcio nell’Unione europea, mentre è un’associazione privata svizzera governata dal diritto svizzero e soggetta al TAS in materia sportiva”.

E poi ancora attacchi a Psg e Al-Khelaifi: “La UEFA ha stretti legami con alcuni proprietari di club che provengono da Stati non membri che sono sponsor di determinate competizioni e club, nonché acquirenti dei diritti audiovisivi per i tornei gestiti dalla UEFA e che fanno parte del loro comitato durante la stagione. La European Club Association non ha alcun processo elettorale trasparente”.

Il quotidiano economico-sportivo Calcio&Finanza, elenca i 10 punti chiave citati per rilanciare il progetto Superlega:

“1. La Superlega non è una proposta che romperà l’ordine stabilito o abbandonerà i campionati nazionali;
2. Eliminano il concetto di “membri permanenti”;
3. La Superlega è il riconoscimento di un sistema che si è rotto;
4. I ruoli della UEFA creano conflitti strutturali;
5. Stretti legami con alcuni proprietari di club in Stati che non sono membri;
6. Mancanza di partite di alto livello;
7. Controllo economico-finanziario inadeguato;
8. Mancanza di trasparenza in materia contabile e di solidarietà;
9. L’Unione europea sta perdendo il controllo sul calcio;
10. I club delle grandi città situati in stati più piccoli non possono competere nell’attuale modello UEFA”.

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