Guido Vaciago: “Giudizi sulla Juve prematuri”. Ecco perché la Vecchia Signora può ancora vincere lo scudetto

84

Guido Vaciago, giornalista di Tuttosport spiega perché la rimonta in casa Juve è possibile nonostante in giro “si respira aria di fine dittatura. Mentre la giovane Juventus perde colpi e distribuisce colpe (molte a se stessa, ma qualcuna no), intorno si percepisce quel sottile e italianissimo godimento nell’intravedere crepe sulla facciata del più forte”.

Il giornalista parla di “severe omelie della critica come nella giustificata euforia del tifo avverso”

Secondo Vaciago però non è detto che sia davvero arrivato l’anno in cui finirà la striscia di scudetti bianconeri: “E’ presto per dirlo di una squadra ancora difficile da decifrare in un campionato così strano, inserito in una stagione ancora più strano. Un fatto è certo: la Juventus ha smesso di essere nettamente la più forte e si è giocata già tanti dei malus del pacchetto concesso un campionato. Anche se un’occhiata in giro per l’Europa offre strani orizzonti”.

Dopo 14 giornate in Europa ci sono molte grandi in crisi o, per lo meno, con un andamento altalenante e le classifiche contemplano numeri anomali”. 

Il giornalista mette in risalto il dictat del presidente Andrea Agnelli nella notte fra il 7 e l’8 agosto dopo che si era appena consumata l’eliminazione contro il Lione: Ringiovanimento della rosa. Dettaglio non trascurabile se associato alla stanchezza dei nove anni di successi

“La Juventus, intesa come società, è consapevole di questo e se in questo momento la preoccupazione della dirigenza appare contenuta è proprio perché le difficoltà iniziali erano state messe in conto”.

“Emettere per tutto questo una sentenza definitiva di condanna (come perfino certi tifosi della Juventus fanno nella frustrazione di risultati) è frettoloso e insensato, perché ci sono stati anche segnali di segno completamente opposto e partite entusiasmanti”.

La conclusione del giornalista: “Oggi la sensazione è che serva una fiammeggiante sequenza di partite azzeccate per acchiappare Milano. Ma attenzione a quest’epoca si erano giocate almeno 18 partite, oggi la Juventus ne ha disputate 13, i giudizi sono prematuri anche per l’anomalo slittamento temporale. Crederci, come fa e incita a fare Cristiano Ronaldo, è il primo indispensabile passaggio, poi servono i gol e le prestazioni.