Il silenzio della Rai sul secondo filone dell’inchiesta calcistica di Report ha generato un vero e proprio terremoto mediatico. Gli utenti sulle piattaforme social, da X (ex Twitter) a Facebook, chiedono spiegazioni per la sparizione dei contenuti promessi, specialmente dopo le indiscrezioni sui “cornetti al miele” che sarebbero stati offerti al posto di direttori di gara graditi. [1]
Le Anticipazioni di Ranucci e le Diffide dei “Signori del Calcio”
Nei giorni precedenti la messa in onda, il conduttore Sigfrido Ranucci aveva esplicitamente lanciato l’allarme circa i forti tentativi di ostruzionismo. Secondo quanto riportato da testate sportive come Tuttosport, alla redazione erano pervenute pesanti diffide formali volte a bloccare la diffusione del reportage. [1, 2]
I punti chiave che il programma avrebbe dovuto svelare includevano:
- Il sistema Rocchi: i legami e le presunte tutele attorno all’ex designatore, finito sotto indagine per la gestione delle terne arbitrali in match cruciali (tra cui Inter-Milan e Bologna-Inter). [1, 2]
- L’intervista a De Meo: le rivelazioni esclusive dell’ex arbitro sul funzionamento interno dell’AIA e sulle valutazioni dei fischietti. [1]
- Le pressioni dei club: i retroscena sui dialoghi e sui canali di contatto tra i dirigenti delle squadre di Serie A e gli addetti agli arbitri. [1, 2]
Il Taglio delle Puntate e lo Scontro in Rai
La cancellazione dell’inchiesta arbitrale si inserisce in un contesto aziendale già ampiamente compromesso. Di recente, Ranucci ha denunciato il taglio di quattro puntate di Report dai palinsesti del servizio pubblico. La presidente della commissione di Vigilanza Rai, Barbara Floridia, ha espresso forte contrarietà parlando di una palese violazione del contratto di servizio, volto a tutelare il giornalismo d’inchiesta. [1, 2]





