Inchiesta sul sistema arbitrale, Ivan Zazzaroni ascoltato in Procura a Milano come testimone

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Prosegue l’inchiesta sul presunto “sistema arbitri” che sta scuotendo il calcio italiano. Nella giornata di oggi Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport e volto noto della televisione, è stato ascoltato come testimone dalla Procura di Milano dal pm Maurizio Ascione. Si tratta soltanto dell’ultimo dei professionisti convocati dagli inquirenti: nella giornata di ieri era stato sentito anche l’avvocato della FIGC, Giancarlo Viglione.

Le audizioni rientrano in uno dei due filoni investigativi sul sistema arbitrale che hanno già portato all’autosospensione del designatore arbitrale Gianluca Rocchi, attualmente indagato. L’altro fronte dell’indagine riguarda invece la presunta esistenza di designazioni arbitrali pilotate a favore dell’Inter Milan.

Come nasce l’inchiesta

L’indagine trae origine da una lettera-denuncia inviata all’AIA dall’ex assistente arbitrale Domenico Rocca, che al termine della scorsa stagione aveva segnalato presunte anomalie nella gestione di alcuni casi arbitrali. Una vicenda inizialmente archiviata dalla giustizia sportiva, ma sulla quale la Procura di Milano ha deciso di approfondire.

Sul caso si è mossa anche la Procura Generale dello Sport, che ha chiesto una relazione immediata al procuratore federale Giuseppe Chinè, il quale ha richiesto gli atti ai magistrati milanesi prima dell’intervento del capo della Procura Generale Sportiva, Ugo Taucer.

Il presunto “Patto di San Siro”

Secondo l’ipotesi degli investigatori, uno degli episodi chiave sarebbe avvenuto il 2 aprile 2025 allo Stadio San Siro, durante la semifinale d’andata di Coppa Italia 2024-25 tra AC Milan e Inter Milan. In quella circostanza, Rocchi avrebbe incontrato alcuni soggetti per concordare una strategia relativa alle successive designazioni arbitrali.

Le accuse si concentrano su due episodi: la designazione di Daniele Doveri per la semifinale di ritorno sarebbe servita a “bruciare” il direttore di gara, ritenuto poco gradito all’Inter, impedendogli così di arbitrare eventuali finali o match decisivi nella corsa scudetto. Parallelamente, l’arbitro considerato “gradito”, Andrea Colombo, sarebbe stato designato per la delicata sfida Bologna-Inter 20 aprile 2025.

L’intercettazione su “Giorgio”

A rafforzare il quadro investigativo ci sarebbe un’intercettazione risalente ad aprile 2025 tra Rocchi e Andrea Gervasoni, supervisore VAR anch’egli indagato e autosospeso. Nella conversazione emergerebbe il riferimento a un misterioso “Giorgio”, presente all’incontro e coinvolto nelle discussioni sulle presunte pressioni relative alle designazioni.

L’ipotesi di frode sportiva

L’obiettivo della Procura è chiarire se le presunte pressioni esercitate sul designatore possano configurare il reato di frode sportiva.

Sul fronte della giustizia sportiva, invece, tutto resta congelato: il pm Ascione ha ribadito che, essendo l’indagine coperta da segreto investigativo, non è ancora possibile trasmettere gli atti alla Procura federale della FIGC. Le prossime audizioni, tra cui quelle di altri testimoni chiave, potrebbero rappresentare una svolta decisiva per l’intero sistema arbitrale italiano.

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