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Juve, dopo Vigo Ravezzani avvisa Spalletti: c’è una scelta che può fare la differenza

Fabio Ravezzani ha analizzato sul proprio canale YouTube i successi di Milan e Juventus in Europa League, considerandoli una boccata d’ossigeno per il calcio italiano dopo le delusioni maturate in Champions.

Soffermandosi sui bianconeri, il giornalista ha evidenziato come la prestazione di Vigo offra indicazioni incoraggianti: il numero delle conclusioni e la capacità di costruire occasioni restituiscono un quadro positivo del lavoro di Luciano Spalletti, spesso bersaglio di critiche.

La rimonta di Vigo restituisce fiducia

Secondo Ravezzani, l’intervallo aveva lasciato sensazioni tutt’altro che rassicuranti. Il primo tempo della Juventus era stato deludente e Woltemade non era riuscito a incidere come ci si sarebbe aspettati.

Nella ripresa, però, la squadra ha cambiato passo, trovando una rimonta completata nel finale. Per il giornalista, il successo è stato meritato: la superiorità nelle occasioni prodotte conferma il valore della prestazione offensiva bianconera.

Resta una critica all’atteggiamento di Spalletti in panchina. Ravezzani ritiene che alcuni gesti di sconforto, come allargare le braccia davanti agli errori, possano trasmettere rassegnazione ai giocatori proprio quando avrebbero bisogno di fiducia.

Il limite offensivo e il peso dell’assenza di Yildiz

Nell’analisi del giornalista, uno dei problemi della Juventus riguarda la prevedibilità delle soluzioni in fase conclusiva. Conceição riesce a creare superiorità e ad accendere l’azione, ma troppo spesso manca chi trasformi quelle iniziative in gol.

Anche l’assenza di Yildiz pesa sulla qualità della manovra a sinistra. Ravezzani ha giudicato negativamente la prova di Alajbegovic, ricordando però che si tratta di un diciottenne al quale non si può chiedere di essere sempre decisivo.

Kolo Muani e Woltemade insieme: il compito di Spalletti

La prospettiva cambia quando Kolo Muani e Woltemade condividono il campo. Secondo Ravezzani, il francese fatica a risultare determinante da riferimento centrale, mentre può diventare più incisivo partendo da sinistra con il compagno al centro dell’attacco.

Spetterà quindi a Spalletti trovare il modo di valorizzare questa intesa nei momenti decisivi e, eventualmente, anche dal primo minuto. Una soluzione che richiede un lavoro tattico significativo, perché comporta la revisione degli equilibri di una squadra costruita per giocare con due esterni offensivi.

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