La Juventus Next Gen continua a dimostrarsi una delle intuizioni più vincenti della storia recente del club bianconero. Nato nel 2018 con l’obiettivo di accompagnare i giovani dal settore giovanile al calcio professionistico, il progetto si è trasformato negli anni in una risorsa fondamentale sia dal punto di vista tecnico che economico.
Secondo quanto riporta Calcio e Finanza, dal 2019 a oggi la Juventus ha generato oltre 230 milioni di euro grazie ai calciatori cresciuti nella seconda squadra. Una cifra che comprende 187 milioni di euro di plusvalenze immediate e oltre 45 milioni incassati successivamente attraverso bonus e percentuali sulle future rivendite.
Juventus Next Gen: 187 milioni di plusvalenze in sette anni
L’analisi di Calcio e Finanza evidenzia come, tra la stagione 2019/20 e quella conclusa il 30 giugno 2026, la Juventus abbia realizzato 187 milioni di euro di plusvalenze grazie ai giocatori passati dalla Next Gen.
Si tratta di un dato impressionante se confrontato con il totale delle plusvalenze registrate dal club nello stesso periodo, pari a 428 milioni di euro. In pratica, il 44% delle plusvalenze della Juventus arriva direttamente dal progetto Under 23, confermando il valore strategico dell’investimento fatto ormai otto anni fa.
Il boom nel 2024/25
La stagione più redditizia è stata quella 2024/25, quando la Juventus ha incassato circa 74 milioni di euro di plusvalenze dalla Next Gen, pari a oltre l’80% del totale delle cessioni dell’anno.
Tra le operazioni più importanti figurano:
- Matias Soulé, ceduto alla Roma con una plusvalenza di circa 22,3 milioni di euro;
- Dean Huijsen, trasferito al Bournemouth con una plusvalenza di 13,8 milioni;
- Nicolò Fagioli, riscattato dalla Fiorentina con 13,2 milioni di plusvalenza;
- Samuel Iling-Junior, passato all’Aston Villa con un impatto positivo di 12,3 milioni.
Quattro operazioni che hanno contribuito in maniera decisiva ai risultati economici del club.
Le stime per il bilancio 2025/26
Sempre secondo le ricostruzioni di Calcio e Finanza, in attesa dell’approvazione del bilancio ufficiale, anche l’esercizio chiuso al 30 giugno 2026 conferma il peso della Next Gen.
Le stime parlano di quasi 33 milioni di euro di plusvalenze derivanti dai giovani, su un totale di oltre 44 milioni registrati dal club nella gestione dei trasferimenti.
Tra le principali operazioni figurano:
- Nicolò Savona al Nottingham Forest;
- Samuel Mbangula al Werder Brema;
- Giovanni Daffara al Parma;
- David Puczka, inserito nell’operazione che ha portato Jeff Ekhator alla Juventus.
Resta ancora da capire se alcune di queste cessioni, ufficializzate a luglio, saranno contabilizzate nell’esercizio 2025/26 oppure in quello successivo.
Bonus e percentuali: altri 45 milioni nelle casse bianconere
Il valore della Next Gen, però, non si limita alle plusvalenze immediate.
Secondo Calcio e Finanza, la Juventus ha già incassato oltre 45 milioni di euro aggiuntivi grazie ai bonus maturati e alle clausole sulle future rivendite inserite nei contratti di cessione.
Tra i casi più significativi spicca quello di Dean Huijsen. Dopo la vendita al Bournemouth, il successivo trasferimento al Real Madrid ha garantito ai bianconeri ulteriori ricavi grazie alla percentuale sulla futura rivendita prevista nell’accordo.
Ancora più importante potrebbe rivelarsi l’operazione che riguarda Tarik Muharemovic. Ceduto inizialmente al Sassuolo, il difensore è stato poi acquistato dal Leeds per una cifra vicina ai 38 milioni di euro. Grazie alla clausola che riconosce alla Juventus il 50% della futura rivendita, il club bianconero dovrebbe incassare circa 19 milioni di euro.
Un modello vincente per il presente e il futuro
Quella che inizialmente era nata come una semplice squadra di sviluppo è oggi uno dei pilastri della strategia della Juventus.
Oltre a formare calciatori pronti per la prima squadra, la Next Gen rappresenta infatti una leva economica fondamentale, capace di finanziare il mercato, sostenere il riequilibrio dei conti e valorizzare il patrimonio tecnico del club.
I numeri elaborati da Calcio e Finanza confermano come la Juventus abbia costruito un modello virtuoso che oggi rappresenta un punto di riferimento anche per molte altre società italiane. La Next Gen non è soltanto un vivaio: è diventata uno degli asset più preziosi dell’intero progetto bianconero.
