Stile Juve

Calciopoli, dalla Chiavetta di Moggi emerge che Meani (l’addetto agli arbitri del Milan) teneva in pugno la Serie A

È un escalation di retroscena su calciopoli quella proposta da Calciomercato.com in merito al contenuto della chiavetta consegnata da Luciano Moggi, ex dirigente della Juventus, prima ad Andrea Agnelli e dopo a Report:

Stavolta sono presenti diversi episodi in cui l’ex dirigente della Juve accusa Leandro Meani, all’epoca addetto agli arbitri del Milan, di essere il vero fulcro dello scandalo. Vengono elencati diversi episodi, con relative intercettazioni, che inchiodano Meani, immediatamente cacciato poi dalla società rossonera e spesso protagonista di interviste in merito alla vicenda.

FIORENTINA-MILAN – Sono riportati gli scambi tra Meani e l’arbitro Massimo De Santis prima di un Fiorentina-Milan dell’aprile del 2005, con la prima in lotta per la retrocessione e la seconda in lotta con la Juve per il titolo:

“Tutti hanno visto cosa è successo in campo: compreso il rigore non dato alla Fiorentina per intervento di Pancaro su Pazzini; senza ammonizioni per nessuno, nonostante il gioco rude. Qui non si può tacere in merito alla telefonata del 29.4.2005, prima della partita arbitrata da De Santis:
M: Ti spiego domani dov’è per te la madre di tutte le battaglie, noi domani abbiamo Nesta che è diffidato.
D: Eh OH, non facesse lo scemo perché io dopo quello che ho fatto a Torino non posso fa diversamente…
M: Certo Certo…non deve fare lo scemo…però dico non inventare un cazzo se no ti viene fuori un disastro…
D: Anche perché io a Torino alla fine c’avevano due diffidati, tutti e due li ho presi eh!
M: la madre di tutte le battaglie è quella li che i nostri giornalisti e tutto l’ambiente è li che ti aspetta che se viene fuori una cosina su Nesta di ammazzano.

La partita fu rude: i giocatori della Juve volevano fare dichiarazioni dopo aver visto gli highlights della partita, ma Moggi impedì tale fatto facendo fare silenzio stampa alla squadra. Il lunedì successivo alla partita Milan-Fiorentina De Santis telefonò a Meani e gli disse: “Hai visto: sono riuscito a far fare silenzio stampa alla Juventus” e Meani: “sei un amico. Lo dirò al capo!” (Galliani, ndr)”.

BERGAMO, IL DESIGNATORE – Viene fatta menzione di alcuni episodi riguardanti il designatore arbitrale Paolo Bergamo: parlando con Meani, Bergamo chiedeva: “mi sono portato avanti, mancano 10 giorni a Juve-Milan del 18.12.2004 ed io ho già fatto la griglia, parlane con Galliani e se gli piace andiamo avanti con quella”. Andavano bene tutti, ma non il sopra citato De Santis che “innervosisce la squadra”.

Quindi, il ricorso sulla squalifica di tre giornate allo juventino Zlatan Ibrahimovic, che saltò la detta gara contro il Milan, per via della mancata testimonianza del guardalinee Griselli sulla gomitata dello svedese nella gara di qualche settimana prima col Livorno: “Tu sai che Griselli che deve testimoniare è di Livorno come me. Troveranno la porta chiusa”, diceva Bergamo a Meani che chiedeva rassicurazioni. Moggi afferma di non aver mai fatto telefonate del genere al designatore.

CI SONO GLI ATTI – Nel deferimento del 2006 del Procuratore Federale del 22.6.2006, si contestava al Meani di “aver agito al fine di ottenere l’assegnazione di determinati assistenti per le partite del Milan”, in violazione dei doveri di lealtà, probità e correttezza. Tra il 17 ed il 20 aprile 2005, ottenuta la designazione degli assistenti Babini e Puglisi per la partita Milan-Chievo del 20.4.2005, “raggiungeva telefonicamente i 2 assistenti e formulava loro, al fine di alterare lo svolgimento della gara, la raccomandazione di decidere nei casi dubbi in favore del Milan”.

COLLINA – E in tutto questo, Collina? Pierluigi Collina, arrivato al tramonto della sua carriera, chiamava Meani sorridendo: “Ma hai fatto tu la designazione?” gli chiedeva scherzoso. Nella Supercoppa Italiana giocata tre anni prima a New York, Juventus-Milan, Collina ebbe come assistente “designato” proprio Puglisi e sapendo dei rapporti da lui intrattenuti con Meani, avrebbe dovuto ricusarlo, ma così non fece, anche perché Collina aveva lui stesso rapporti con Galliani e Meani, e con la Opel, che era lo sponsor sia suo sia del Milan.

Un altro nodo-chiave è la partita tra Siena e Milan della primavera del 2005: si citano le intercettazioni tra Meani e Rosetti, intimato di espellere “due o tre giocatori” in Lecce-Siena di qualche giorno prima per facilitare le cose ai rossoneri. “Caso vuole che Rosetti nel corso di Lecce-Siena abbia ammonito 5 giocatori del Siena, di cui uno diffidato che non giocò con il Milan”. Il Milan quella partita contro il Siena la perse per 2-1, ed è difficile, si legge, capire perché Collina avesse cercato telefonicamente prima Meani e poi Galliani.

Da quello che si comprende dalle intercettazioni Collina aveva paura che i dirigenti milanisti fossero incazzati con lui perché non aveva dato un rigore a favore del Milan. Galliani però disse a Collina che il Milan non ce l’aveva assolutamente con lui. “Forse perché l’arbitro portava lo stesso sponsor del Milan, la Opel?”.

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